GNOVIS - NEWS

Riassunto al 20 maggio 2001

Come avete letto, questo sito è attivo dalla seconda metà del mese di ottobre e, naturalmente, è ancora in fase sperimentale. Chiediamo quindi scusa per omissioni, disfunzioni, errori e via dicendo.
Saremo grati a tutti quelli che ci segnaleranno gli inconvenienti riscontrati.
Ed ecco il nostro riassunto.
Abbiamo lasciato interamente gli spunti offerti dalle cronache della politica locale fino all'inizio di novembre.
Quel mese ha registrato la novità breve, ma tuttavia entusiasmante, del primo posto nella classifica della serie A di calcio dell'Udinese.
Il 6 il "Messaggero Veneto" ha pubblicato un interessante articolo dell'on. Arnaldo Baracetti intitolato "L'autonomia possibile per Trieste e il Friuli".
L'11 una bella notizia: il friulano lingua entra nelle scuole superiori di Udine: si insegnerà nei licei scientifici "Marinelli" e Copernico", nell'istituto magistrale "Percoto", nell'istituto tecnico "Malignani" e nell'istituto d'arte "Sello".
Il 21 è partita la raccolta delle firme sulla petizione popolare che chiede l'istituzione dell'Assemblea dei Consigli provinciali di Gorizia, Pordenone e Udine.
Ed eccoci a dicembre, mese incredibilmente ricco di spunti.
Il 3, sul "Messaggero Veneto" è stato pubblicato un interessante editoriale del direttore Sergio Baraldi intitolato "Il Friuli tra identità e modernizzazione". Baraldi ha scritto: "Il Friuli di questi giorni appare in bilico tra le due polarità che sintetizzano le tensioni che lo percorrono: l'identità e la modernizzazione."
Noi, che qualche parte abbiamo avuto nelle vicende della politica friulana a partire dalla secondo metà degli anni '60, non siamo convinti che si tratti di due polarità perché in questi anni il Friuli si è modernizzato recuperando notevolmente la propria identità, pur insidiata dalla globalizzazione.
E' poi scoppiata, nell'imminenza della approvazione dei bilanci della Regione, una polemica (protagonista il consigliere regionale Alessandro Tesini, dei Ds, per la parte friulana) sulle sproporzione dei finanziamenti tra il Friuli (ma si è presa in esame prevalentemente la sola provincia di Udine) e Trieste.
Poi il consigliere regionale ex Dc Cruder ha improvvisamente proposto lo spostamento della sede del Consiglio
regionale da Trieste a Udine.
In entrambi i casi, si tratta di temi per noi "vecchi", nel senso che li abbiamo sentiti proporre con forza, in Consiglio regionale, da Fausto Schiavi nel 1968, addirittura.
E' evidente che questa regione è tenuta insieme solo dalla incapacità di trovare nuove soluzioni, ma tutti, a Trieste, a Udine, a Pordenone, a Gorizia, a Tolmezzo, si sentono insoddisfatti e guardano nel piatto degli altri.     Tutto questo, per noi, ha un solo significato: Schiavi e chi stava con lui avevano ragione 32 anni fa!
Nei giorni prossimi al Natale è scoppiata una vivace polemica in margine allo spettacolo teatrale "Koi(o)né".

Il  mese di gennaio 2001 ha registrato un aumento della "temperatura" (non solo quella conseguente ad un inverno davvero mite) in vista delle prossime elezioni politiche e amministrative (Comuni di Trieste, Pordenone ecc.; Provincia di Udine).
Qui non ci occupiamo e non ci occuperemo di queste elezioni se non per segnalare quegli spunti che ci conducono a riflettere sul Friuli.
Quindi, malgrado il gran parlare che c'è stato, riteniamo che l'unico spunto interessante venga ancora dalla polemica sullo spettacolo teatrale di cui ci siamo occupati in dicembre.
E' sceso in campo anche Carlo Sgorlon con un articolo sul "Messaggero Veneto". Sgorlon è certamente il più significativo scrittore friulano contemporaneo ma finora su posizioni contrarie alla legge di tutela della lingua e della cultura friulana. Sgorlon ha modificato la sua opinione. Questo è un dato sicuramente importante e significativo.

 Il mese di febbraio, che ancora deve concludersi, ha visto l'abbagliante proposta del consigliere regionale di Forza Italia, Ferruccio Saro, di indire un referendum per far decidere le sorti del Friuli (storico, di oggi, di domani: le definizioni si sprecano).
La proposta ha ottenuto sicuramente più no che sì, ma Saro assicura che è deciso a non mollare.
Intanto anche la questione di una maggiore presenza del Friuli nei programmi della radio-televisione monopolista (RAI) sta tornando all'ordine del giorno. Noi rimandiamo i nostri cortesi lettori al sito www.dicaporiacco.it dove troveranno documenti che dimostrano come questo problema sia stato posto tanti anni fa. Ma allora era ancora in embrione nelle intelligenze politiche.
Viene archiviata definitivamente la proposta di mutare il nome allo stadio Friuli per intitolarlo a Alfredo Foni.
A Foni, campione sportivo certamente meritevole, verrà più saggiamente intitolato il parco che verrà realizzato in parte dell'area dell' ex stadio Moretti. Evidentemente ci si è resi conto che "stadio Friuli" è un biglietto da visita che - sperando nelle fortune della squadra di calcio bianconera - è andato, sta andando e andrà per il mondo.  
Dopo un gran parlare di una RAI più friulana (attenti! non più udinese), in Consiglio regionale la Giunta accetta "come raccomandazione" un ordine del giorno al riguardo. Trattasi di brevetto dell'acqua calda!

Inizio di marzo particolarmente interessante. Dicono che a Trieste, con in testa Alleanza nazionale, si stia marciando sulla strada della "provincia autonoma". Le firme raccolte dal movimento "Amare Trieste" di Pino Rovis evidentemente pesano, in vista delle prossime elezioni, sia politiche che - specialmente - amministrative.
Noi siamo da tanto tempo convinti che la spinta decisiva al problema della struttura di questa regione verrà da Trieste. Il perché è semplice. E' assai più facile fare la "testa d'ariete" in una città  come Trieste dove esiste anche una componente (gli anziani) numericamente forte e sostanzialmente compatta, che in una regione (e per regione intendiamo il Friuli, considerate le inevitabili divaricazioni tra le tre (domani quattro) province e la diversa composizione demografica.
Stàrin a viodi.   
In Consiglio regionale - anche per la vicinanza alle elezioni politiche e amministrative - si preferisce accantonare la discussione su un nuovo assetto della regione.
Intanto si cominciano a delineare alcune proposte.
Ormai il clima elettorale sta prendendo il sopravvento. Bisognerà - ancora una volta -. avere pazienza.

3 aprile. Questo giorno è considerato quello della "nascita" dello Stato friulano. Sul fondamento storico di questa affermazione, secondo noi, si può discutere, ma certo è importante ricordare questa data.
Una riunione del Consiglio provinciale di Udine la solennizza.
"La Provincia di Udine ha celebrato ieri con una convocazione straordinaria del consiglio, i 1.024 anni dal giorno in cui fu concessa per la prima volta al Friuli l'autonomia amministrativa (sic). Una ricorrenza nella quale erea doveroso riprendere la strada che porta dritta alle richiesta alla Regione di una veloce attribuzione di nuovi ruoli, competenze, funzioni e risorse.
La giunta e il consiglio, dunque, vogliono un efficace ed efficiente federalismo. E lo ribadiscono nell'anniversario della 'Patrie dal Friul', quel 3 aprile 1077 quando Enrico IV, sovrano del Sacro Romani Impero, concesse al patriarca Sigeardo il feudo del Friuli e l'autonomia amministrativa. (..) Ma il consiglio ha ricordato anche la figura del compianto presidente Melzi, puntando l'attenzione sulla cooperazione tra le province di Udine, Pordenone e Gorizia. Sul Friuli storico, insomma, così come pensato dall'ingegnere di Fusine. 'La collaborazione tra le Province del Friuli potrà dar corso allo sviluppo economico, culturale e linguistico di ogni comunità.' ha concluso Mestroni' (attuale vice presidente  con funzioni di presidente) (...) L'opposizione applaude alla celebrazione del 3 aprile, ma fin d'ora vorrebbe assistere a incontri allargati con Pordenone e Gorizia. 'Oggi abbiamo perso un'occasione - ha spiegato Ivano Strizziolo -perché avremmo dovuto celebrare questa ricorrenza assieme ai consigli provinciali degli altri due enti che compongono il Friuli."
Strizzolo ha poi proposto "un incontro congiunto dei consigli provinciali del Friuli in occasione della 25a ricorrenza del 6 maggio 1976, data che ha segnato una grande tragedia per il popolo friulano, ma anche dato l'avvio a un epico percorso di rinascita e sviluppo del Friuli."
Abbiamo ricopiato dal "Messaggero Veneto" che aggiunge che questa opportuna richiesta di Strizzolo non è stata votata. Molto male.
Insieme con il clima primaverile, si sente anche che stiamo entrando nel clima elettorale, sia delle elezioni politiche - che si terranno il 13 maggio - sia per quelle amministrative che, in Friuli, si svolgeranno il 10 giugno.
Noi crediamo opportuno sospendere fino a quella data questo nostro "riassunto" anche per rispettare la cosiddetta "par condicio".
Ne riparleremo, quindi, dopo il 10 giugno e non crediamo che perderemo molto! In generale, si chiacchera tanto
di riforme istituzionali della regione, ma le idee sono tutt'altro che chiare e le intenzioni tutt'altro che oneste.    

 

  

  

 

 

Notizie ante riassunto

31.10.2000 Trieste chiede di essere autonoma

30.10.2000 Mons. Brollo nuovo arcivescovo di Udine

30.10.2000 Marzio Strassoldo (rettore dell'Università friulana): "Fondi solo a Trieste"

30.10.2000 Andrea Montich (ex vicesindaco di Udine, Ds) "Autonomia dimenticata"

30.10.2000 Sempre Montich: "Verso la macroregione"

30.10.2000 Flavio Pressacco: "Dualismo nella regione"

30.10.2000 Attilio Iacotti (Ds) " Per la nuova provincia della montagna"  

27.10.2000  Il presidente della regione sarà sempre friulano o, addirittura, udinese?

27.10.2000  Prosegue a Trieste la raccolta di firme per dividere la Regione.

25.10.2000  Provvedimenti regionali per gli emigranti.

13.10.2000 La Provincia di Udine modifica finalmente lo Statuto